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Significato del dolore: l'approccio della MTC

di Enrico Colmi, medico chirurgo ed esperto di Medicina Tradizionale Cinese

IL DOLORE NELLA PERCEZIONE COLLETTIVA
Se poniamo attenzione a quello che ci viene proposto attraverso i canali di informazione e pubblicitari, possiamo notare quanta attenzione e spazio venga dedicato ad un oggetto particolare: il DOLORE. Fra i prodotti più pubblicizzati vi sono gli antidolorifici, che vengono presentati come il toccasana di tutti i mali (nonostante i "possibili effetti collaterali anche gravi"). Tale offerta risponde alla richiesta sempre più presente nella attuale civiltà moderna di eliminare tutto ciò che in qualche modo possa arrecare fastidio, senza preoccuparsi dei significati più profondi della realtà, senza chiedersi il perché di ciò che ci accade. Al primo segnale di fastidio o dolore c'è la pillolina pronta a farci stare di nuovo bene, senza preoccuparsi delle eventuali conseguenze: effetti collaterali, mancata risoluzione del problema all'origine del quadro doloroso, cronicizzazione ed aggravamento secondario della patologia originaria.

IL DOLORE E' UN SINTOMO, NON LA MALATTIA
In effetti il dolore ha, una sua ragione precisa di esistere, un suo senso, che andrebbe oggi riscoperto per riacquistare la propria capacità di gestire da una parte il nostro corpo, dall'altra le situazioni che ci troviamo ad affrontare. Il dolore è un segnale d'allarme che ci segnala che qualcosa non funziona e che dobbiamo intervenire a risolvere un qualche problema. In fisiologia "Il dolore è un sintomo, non la malattia". Combattendo il sintomo, ci precludiamo la possibilità di curare la malattia.

L'APPROCCIO AL DOLORE SECONDO LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE (MTC)
Interessante a questo proposito è l'approccio dalla MTC al fenomeno "dolore".

Il dolore è innanzi tutto un segnale che va interpretato e inquadrato insieme ad altri, per poter individuare e comprendere la situazione patologica nel suo complesso, arrivare ad una diagnosi ed impostare di conseguenza la terapia (secondo i principi della MTC). A questo scopo è importante conoscere le caratteristiche con cui si presenta il sintomo dolore. Una difficoltà che si incontra spesso nell'approccio col paziente è la difficoltà di descrivere le caratteristiche del dolore (spesso non si riesce ad andare oltre alla generica affermazione "ho male, un male che non riesco a sopportare").

E' stato per me interessante osservare come in Cina il paziente è in grado di fornire una definizione precisa del proprio dolore, indicato da un termine ben preciso. Ben diverso è anche il livello di tolleranza al dolore (la soglia), che consente loro di gestire situazioni intollerabili per un paziente occidentale.

Nell'affrontare qualsiasi quadro patologico l'approccio della MTC è duplice.

  1. Da una parte si cerca di alleviare la sintomatologia dolorosa con un trattamento sintomatico, locale, che si avvale delle capacità anti-dolorifiche tipiche dell'agopuntura e del massaggio (possono essere utilizzati come supporto anche prodotti erboristici). Si interviene sul sintomo dolore specifico e insieme sulle manifestazioni correlate (tensioni muscolari, stati infiammatori, problemi circolatori, aderenze,tumefazioni, versamenti, ecc.).

  2. Si studia il quadro complessivo e si affronta la situazione globale nella fase più precoce possibile, seguendo i principi della MTC e impostando un piano terapeutico basato essenzialmente sul riequilibrio (yin-yang, 5 organi, ecc.) attraverso punti specifici di agopuntura. La terapia può essere completata e supportata da altri strumenti tipici della MTC (auricoloterapia, moxa, massaggio, dietetica, erboristeria, ginnastica, ecc., secondo i casi). E' questo un trattamento eziologico, che si propone di risolvere il problema alla radice.


IL DOLORE DURANTE IL TRATTAMENTO CON LA MTC
Un altro aspetto da prendere in considerazione è il dolore che compare durante il trattamento con la MTC. Vi sono due aspetti da prendere in considerazione

  1. Il trattamento stesso è spesso doloroso: il massaggio cinese, il tuina, (come del resto tutti i massaggi tradizionali) è tutt'altro che leggero e indolore (come si può sperimentare direttamente in Cina ed in genere in tutto l'Oriente) e dal momento che lo si applica su parti già dolenti è spesso poco gradito ai pazienti occidentali. In Cina è d'abitudine ricorrere all'agopuntura ed al massaggio già in fase precoce e questo comporta due benefici: l'abitudine al massaggio e la prevenzione dell'aggravamento del quadro patologico doloroso.

    Per quanto riguarda l'agopuntura bisogna sfatare alcune credenze, spesso contraddittorie. L'agopuntura in sé non è né dolorosa né indolore. Tutto dipende dalle singole situazioni specifiche: laddove vengano trattati punti già spontaneamente dolenti l'agopuntura può spesso aumentare la sensazione dolorosa. In genere quando si verifica questa situazione, ciò è preludio ad un miglioramento successivo del quadro patologico e della stessa sintomatologia dolorosa. Esistono poi punti già spontaneamente dolorosi.

    Ma in ultima analisi la cosa più importante è l'atteggiamento e la risposta individuale del paziente al trattamento. In Cina ho visto pazienti guidare il medico indicando spontaneamente quali punti agivano ed in che modo, a volte facendo rimuovere aghi che non operavano nella maniera dovuta.

  1. Un ostacolo grave che può limitare l'intervento terapeutico con la MTC in occidente è la comparsa nel paziente di un quadro doloroso non presente in precedenza.

Potrebbe trattarsi di un peggioramento reale, dovuto ad una interpretazione non corretta del problema e ad una terapia non consona oppure di una risposta imprevista. Sta in questo caso all'operatore prendere atto della situazione e modificare il suo approccio, anche se talvolta ci si trova di fronte a situazioni davvero complesse e d'altra parte bisogna prender atto che non tutte le patologie possono considerarsi facilmente curabili.

Ben diversa è la situazione di un peggioramento momentaneo, da inquadrarsi nel processo complessivo di guarigione della patologia in corso. Dal momento che il dolore viene associato sempre ad un giudizio negativo, la risposta può essere spesso di rifiuto. E' bene in questi casi prevenire la reazione preavvisando il paziente della possibilità di un apparente peggioramento o della comparsa di eventuali sintomi spiacevoli, spiegando che ciò è necessario in vista della risoluzione del problema di fondo. Nella realtà è tutt'altro che facile e richiede da parte del terapeuta molta sensibilità e buone capacità comunicativo-emozionali, da parte del paziente l'accettazione di un approccio diverso e più consapevole ai problemi legati alla propria salute.

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